
Dante Zanetti
Vita, morte e trasfigurazione del signore di Lapalisse
Con una prefazione di Giovanni Vigo e una nota iconografica di Andrea Grisi
Ibis Edizioni, 2025
Ne parlano Andrea Grisi e Gino Cervi
In occasione della Domenica di carta, la Biblioteca Universitaria di Pavia presenta il volume Vita, morte e trasfigurazione del Signore di Lapalisse, primo evento del ciclo Ovviamente. L’incredibile storia del famoso signore di Lapalice che accompagna la mostra Il silenzio della stampa. Il libro e la città di fronte alla tempesta.
La battaglia di Pavia del 1525 lasciò sul campo migliaia di cadaveri, molti dei quali “eccellenti”. Vi morì anche Jacques de Chabannes, signore di Lapalice (o Lapalisse), gran maresciallo di Francia e guerreggiante servitore di ben tre sovrani. Campione in vita di mille battaglie, al povero Lapalice, per un banale errore postumo, toccò in sorte di regnare incontrastato solo nel campo della facezia.
Vita, morte e trasfigurazione del Signore di Lapalisse è un piccolo curioso e godibilissimo saggio. Scritto nel 1992 da Dante Zanetti, indimenticato professore di storia economica all’Università di Pavia, e ora, ripubblicato in occasione del cinquecentenario della battaglia di Pavia, e a cento anni dalla nascita del suo autore, il libro riporta alla luce la “vera” storia dell’Eroe dell’ovvietà, divagando divertito e malizioso tra scontri e battaglie, sangue e vino a fiumi, pulzelle plurimaritate giunte vergini all’incontro della sorte, regine femministe dalla battuta pronta, re di scarsa o eccessiva baldanza in guerra o in amore, mercenari svizzeri impegnati a difendere più che altro il soldo e il mansionario…
La nuova edizione è completata da una sezione iconografia che, tra canzonette e francobolli, nonché libri per bambini o caramelle, mezzo millennio dopo sottolinea ancora la vivida presenza del signore di Lapalisse nell’immaginario collettivo.
Dante Zanetti (1925-2001) è stato dal 1967 al 1995 professore di storia economica all’Università di Pavia e dal 1963 al 1996 rettore del Collegio Fraccaro.
Gino Cervi, giornalista e scrittore, da quando aveva tanti capelli lavora nell'editoria come redattore, progettista e editor. Ha pensato che parlare e far parlare del signor di Lapalice fosse un buon pretesto per raccontare di tante altre cose.
Andrea Grisi, fondatore nel 1992 della Libreria Il Delfino, ora Il Delfino-UBIK, libraio nativo e di libri memorioso, ha curato l'appendice iconografica della nuova edizione di Vita, morte e trasfigurazione del signore di Lapalisse.

Roberto Beccantini, giornalista sportivo, dialoga con Roberto Torti
Forse lo zio Vujadin non aveva intenzione di essere lapalissiano, quando disse una delle sue più celebri e indimenticate massime calcistiche. Però perché il linguaggio del football è così banale? Perché la gran parte dei suoi protagonisti, attori e commentatori, si rifugia nei luoghi comuni, se non nelle tautologie, forse anche per poter reggere a quell’ininterrotta sollecitazione e sovraesposizione di comunicazione? Su quante frasi fatte si basano le dichiarazioni degli atleti, prima e dopo le loro prestazioni? E perché, chi potrebbe evitarlo per ruolo e competenze di merito, ovvero il giornalista, spesso si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda in quanto a banalità comunicativa? Forse non è sempre stato così. C’era un tempo in cui il linguaggio, scritto o parlato, della cronaca e dei commenti sportivi svolgeva una funzione di arricchimento espressivo, se non addirittura di alfabetizzazione per buona parte degli appassionati lettori, ascoltatori o spettatori. Oggi però tutto questo sovradimensionato parlare di calcio provoca un desolante appiattimento linguistico, all’insegna dell’ “importante è farsi capire da tutti”. Il risultato è che tra narratore dell’evento e fruitore dello stesso non c’è più alcuna differenza.
Roberto Beccantini, giornalista sportivo di lunghissima militanza, ha attraversato numerosi stagioni del suo mestiere di cronista e narratore e si è costruito uno stile partendo lavorando sul materiale linguistico, e plasmandolo con maestria e leggerezza. Chi meglio di lui potrebbe censire, con ironia, l’insostenibile banalità del parlar calcistico? Dialoga con Roberto Beccantini, Roberto Torti, giornalista de “La Provincia Pavese” e grande appassionato di calcio.
Roberto Beccantini, bolognese, classe 1950, è una delle grandi firme del giornalismo sportivo italiano. Inviato di Tuttosport, La Gazzetta dello Sport, La Stampa, ha seguito 9 Campionati mondiali di calcio, 8 Campionati europei, 10 Olimpiadi, una trentina di finali di Coppa dei Campioni-Champions League ed è stato giurato del Pallone d’oro. Oggi scrive per Corriere dello Sport-Stadio, per il Guerin Sportivo, per il Fatto Quotidiano e sul blog di Eurosport.

Roberto Beccantini, giornalista sportivo, dialoga con Roberto Torti
In cucina gli errori sono all’ordine del giorno. Anche i cuochi sbagliano. Ma a volte sbagliano in modo creativo e gli errori diventano celebri. In un ciclo di tre lezioni di cucina, Riccardo Carnevali, chef e divulgatore culinario, racconta la storia di alcune famose ricette sbagliate, tutte rigorosamente dolci.
In omaggio al famoso signore di Lapalice, per errore campione di ovvietà, per il primo appuntamento andiamo in Francia a scoprire come è nata, per sbaglio, la Tarte Tatin e come la si cucina.
Vi aspettiamo a Pavia, sabato 18 ottobre, alle ore 15, in via Villa Eleonora 7, a Dietroalcibo Lab, la scuola di cucina di Riccardo Carnevali. A fare opera di distrazione didattica, Gino Cervi, famoso goloso.
Il ciclo di lezioni di cucina è all’interno del calendario del festival Ovviamente. L’incredibile storia del signore di Lapalice. Ovverosia, le vie dell’errore (e della celebrità) sono infinite.
L’evento è a pagamento: la quota di partecipazione per ogni lezione è di 40 euro (per informazioni e prenotazioni: info@scuolacucinapavia.it).

Laboratorio per ragazzi con Carlo Marconi
Ma cosa c’entra Napoleone Bonaparte con il signore di Lapalice, a parte il fatto tutti e due erano francesi e che, a entrambi, piaceva fare la guerra (cosa che, per la verità, non dovrebbe affatto renderli memorabili?). Ve lo spiegheremo nel corso del laboratorio di poesie e filastrocche di Carlo Marconi, bravo e giocoso maestro di parole. Possiamo però dirvi già fin da ora che, ovviamente, c’entra l’ovvio e la musica. Così come, sempre ovviamente, c’entra l’errore. Carlo Marconi, infatti, partendo da un testo teatrale di Roberto Piumini, La casa di pane, racconterà una storia i cui protagonisti, un fornaio e un muratore… diciamo così, un po’ distratti, si scambiano il cemento con la farina.
«Che guaio!» direte voi. «Chissà cosa succede?».
Risponde il poeta: «Succede certo qualche cosa, o qualche casa, strana e divertente. Succede, magari, qualche pagnotta troppo al dente...».
«Napoleone andava a cavallo» è il terzo appuntamento di Ovviamente. L’incredibile storia del signore di Lapalice, un ciclo di incontri sul tema dell’ovvio e dell’errore, organizzati dall’Associazione Incipit-Amici della Libreria Il Delfino-UBIK, con la collaborazione della Biblioteca Universitaria di Pavia e di Compagnia della Corte, con il contributo economico di Fondazione Monte di Lombardia e il patrocinio del Comune di Pavia-Assessorato alle politiche culturali e la sponsorizzazione tecnica di Univers.
Carlo Marconi, livornese di origine, vive a Pavia, dove lavora come maestro in una scuola primaria di periferia. Oltre all’insegnamento, si dedica alla scrittura creativa e all’ideazione di progetti e laboratori per l’infanzia su temi come la cultura della legalità e l’integrazione. Dal confronto con i suoi alunni sono nati Lo Stato siamo noi e Di qua e di là dal mare. Filastrocche migranti (Edizioni Gruppo Abele). Con Edizioni Lapis ha pubblicato due raccolte di poesie illustrate da Serena Viola: Poesie del camminare, libro finalista al Premio Campiello Junior e vincitore del Premio poesia Gianni Cerioli di Cento, e Come d’estate il temporale, vincitore del Premio Pierluigi Cappello 2025.
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